Significato del nome

 

Il nome piuttosto evocativo della nostra Scuola deriva dai due stili di riferimento praticati: Tang Lang Quan e Hung Gar.

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Lo stesso simbolo, l’immortale Tao, riunisce nelle due metà gli animali più rappresentativi: Mantide da una parte, Tigre-Gru dall’altra.

Il significato è molto chiaro: proprio come nella filosofia Taoista, in cui Yin e Yang sono due parti opposte e complementari di un tutto armonizzato, così nella nostra Scuola, pur praticando due stili diversi, percorriamo tutti insieme la stessa via!

Come ci ha insegnato il nostro shifu, “il Kung Fu è uno solo”.


Le Sette Stelle sono quelle del Tang Lang ortodosso; esse compaiono nello stile, oltre che per fatti casuali legati al passaggio della conoscenza tra maestro e discepolo, anche perché il venerabile Maestro Wang Yunsheng (1828-1920 ) definì i sette punti del corpo umano con i quali si può colpire: testa, spalle, gomiti, mani ,anche, ginocchia e piedi.

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Unendo questi sette punti, egli creò la Quixi shi (posizione delle sette stelle), per poi assimilare i punti di questa posizione con le sette stelle della costellazione dell’Orsa Maggiore. Partendo da questi presupposti egli creò il Qixing Tanglangquan, la Mantide Religiosa delle Sette Stelle, anche conosciuto come Luohan Tanglangquan (stile della Mantide Religiosa degli Arhat).


I Dodici Ponti costituiscono invece uno dei componenti chiave che stanno alla base dell’Hung Gar. Più che tecniche specifiche, essi rappresentano metodi di movimento, guidano cioè il trasferimento della forza (Hei) verso l’avversario attraverso le braccia, le quali formano così un vero e proprio “ponte” di collegamento.

Essi sono: Duro, Morbido, Premere, Conficcare, Dividere, Stabilizzare, Infilare, Sollevare, Seguire, Espellere, Controllare, Finalizzare.

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I primi due ponti esprimono bene l’essenza dello stile Hung Gar: il Duro (Gung) e il Morbido (Jau) sono presenti uno nell’altro, devono concordare tra di loro: solo così si potrà essere davvero potenti nell’esplosione della forza. Il praticante inizia a concentrarsi sul Duro, irrobustendo il corpo e addestrando la mente, per poi iniziare la ricerca del Morbido; è importante essere forti e veloci, ma lo è altrettanto mantenere un atteggiamento sereno e il busto rilassato, usando il “corpo del drago”.


Un ponte è dunque un metodo, una strategia per controllare l’avversario e sconfiggerlo, individuando i suoi punti deboli. Ma da un punto di vista più ampio, è anche un principio morale: i ponti collegano due punti distanti e divisi tra loro, così vuole essere la nostra Scuola. Contrariamente a ciò che molti credono, le arti marziali, e il Kung Fu in particolare, non diffondono la violenza, l’ambizione o l’orgoglio, bensì il rispetto, l’umiltà e l’amicizia. In tal senso, ci piace pensare al tredicesimo ponte come a una mano tesa verso chiunque voglia entrare a far parte della nostra famiglia, per condividere i nostri valori e la passione per questa disciplina.